Si scatena l’immaginazione al Nòt Film Fest

18 settembre 2018

Dal 18 al 23 settembre Santarcangelo di Romagna incontra Los Angeles, grazie al Nòt Film Fest. Diversità, inclusione, divertimento e internazionalità sono parole chiave della prima edizione di una rassegna cinematografica nata con una precisa mission: dar vita a un festival di cinema senza barriere di genere, con un programma che celebra l’innovazione e logiche prevalentemente non commerciali, ospitato in un territorio accogliente. Ideato e diretto da quattro giovani artisti e imprenditori della cultura, Sarah Masten Manfredi, Alizè Latini, Noemi Bruschi e Giovanni Labadessa, che operano tra l’Italia e Los Angeles, il Nót presenta in concorso opere di filmmaker italiani e internazionali, non ancora distribuite in Italia, cortometraggi e lungometraggi, sia di narrativa che documentaristica, per lo più indipendenti ma non solo. In una atmosfera di dichiarata informalità, favorita da numerosi momenti di incontro e scambio, cineasti giovani e veterani si incontreranno intorno ai film in concorso, proiettati uno per volta per dare al pubblico la possibilità di vederli tutti.
le opere in gara sono in tutto 24, di cui 4 lungometraggi di narrativa, 4 documentari, 4 cortometraggi di narrativa, 4 docucorti, 8 fashion film; a questi si aggiungono le proiezioni fuori concorso e la proiezione speciale di cortometraggi provenienti da festival europei e dal programma MigrArti. A giudicarli e ad assegnare sette premi principali e tre premi speciali sono la produttrice Carolina Terzi, la sceneggiatrice Serena Tateo, il regista Davide Marengo, il compositore e sound designer Theo Green, la costumista ungherese Anina Pinter e la scenografa spagnola Gemma Fenol.
Il fil rouge della rassegna è Thought Provoking Films; dalle opere giunte da tutto il mondo, cioè, sono state selezionate, spiegano gli organizzatori, ‘quelle che scatenano l’immaginazione, la fantasia, che creano mondi e provocano le idee’.  Si viaggia dall’Etiopia e dal Kenia filmati in Omutibo diretto dallo spagnolo di Gonzalo Guajardo, ad Israele, vista attraverso gli occhi di un rifugiato eritreo in Stranger of the Dunes di Tamar Baruch e naturalmente in tutta Europa, in Oriente e negli Stati Uniti, con film che attraversano paesaggi e culture, spaziando dalla politica, alla fantascienza, dalla religione al mondo digitale. Tra i tanti italiani in concorso Franco Di Pietro con Subs Heroes, che racconta appunto di eroi digitali che passano la vita a tradurre e sottotitolare famose serie tv, forse non proprio legalmente; Simone Corallini, che con Malerba, mostra la storia di due fratelli dal volto sfregiato da una malattia rara, il cui legame viene messo in crisi dall’arrivo di una ragazza. Protagonista di Certe Brutte Compagnie di Guglielmo Poggi è invece una giovane vittima di mostri da lei stessi creati a causa di una malattia, mentre Il Clan dei Ricciai di Pietro Mereu ci conduce nel mondo di un gruppo di pescatori cagliaritani alla ricerca di un riscatto da un passato illegale. E poi uno sguardo sulle relazioni umane con Sisters di Diego Botta, un magico viaggio nel tempio tibetano Yarchen Gar grazie al documentario di Filippo Chiesa e un altro nel mondo dei fashion film con Room 101 di Nic Bello.

Tra gli altri appuntamenti che arricchiscono l’esperienza del festival tre Industry Panels con professionisti del settore, per discutere di Web Tv, di opportunità di distribuzione e di artigianato del cinema, e il primo Slamdance Workshop italiano, durante il quale  Peter Baxter, il fondatore dell’omonimo festival indipendente americano che, negli ultimi 25 anni, ha lanciato la carriere di alcuni tra i più influenti registi al mondo –  tra cui Christopher Nolan, i fratelli Russo, Rian Johnson –  racconterà i retroscena di un festival di cinema indie di grande successo.

(Foto di copertina: Midnight bloom – Foto notizia: Subs Heroes)