Play the movie con Soundscreen Film Festival

17 settembre 2018

Ultimata la selezione dei film in concorso, è ormai tutto pronto per la terza edizione dell’unico festival di cinema interamente dedicato ai film in cui è protagonista la musica. Dal 22 al 29 settembre, al Palazzo del Cinema e dei Congressi di Ravenna, torna SoundScreen Film Festival. Spaziando tra fiction e musical, biopic e documentari, cinema sperimentale e di ricerca, la rassegna, diretta da diretta da Albert Bucci, prova a intercettare le opere in cui la musica è elemento fondante della scrittura del film, oppure tema principale della storia narrata.

Tra gli eventi speciali spicca subito un doppio omaggio a due maestri che quest’anno compiono rispettivamente 70 e 90 anni: John Carpenter, cineasta ribelle e compositore di musiche per il cinema, e il Premio Oscar Ennio Morricone, insuperato autore legato a titoli cult indimenticabili. L’edizione di Soundscreen non poteva quindi che aprirsi con il film che li fece incontrare nell’82: La cosa (The Thing), con Kurt Russell.

Poi occhi puntati sul cuore del festival, ovvero sul Concorso Internazionale per Lungometraggi, a cui si aggiunge il Concorso Internazionale per Cortometraggi. Gli otto film presentati in anteprima giungono da tutto il mondo. England is Mine, discusso e non autorizzato biopic diretto da Mark Gill, ripercorre l’adolescenza del cantautore Morrissey, prima che diventasse icona musicale e leader degli Smiths, una delle band inglesi più importanti degli anni ’80. Dalla Spagna arriva invece Oh Mammy Blue di Antonio Hens, nostalgica commedia rock che vede protagonista Carmen Maura, icona almodovariana. Con Tehran Taboo l’iraniano Ali Soozandeh racconta come si vive a Tehran, metropoli moderna e complicata, attraverso un film d’animazione. Nella sua opera prima, Radiogram, produzione bulgaro polacca, Rouzie Hassanovai ci mostra la storia di un padre che deve procurarsi una radio per il figlio ossessionato dalla musica rock ai tempi del regime comunista. Anna and the Apocalypse dello scozzese John McPhail, è una sorta di incontro tra l’High School Musical e L’Alba dei Morti Viventi; di tutt’altro segno The Song of Scorpions del regista di origini indiane Anup Singh, una storia d’amore, vendetta e redenzione. Dall’Egitto arriva invece Sheikh Jackson di Amr Salama, mentre il tocco punk berlinese di Bunch of Kunst, è respirabile nel documentario della regista tedesca Christine Franz sul duo inglese Sleaford Mods.

Molte anche le altre anteprime, le sonorizzazioni dal vivo e gli incontri con star d’eccezione, come la proiezione di Ryuichi Sakamoto: Async at The Park Avenue Armory di Stephen Nomura Schible, film girato dal vivo a New York durante la prima rivelazione pubblica del nuovo lavoro di Sakamoto, e la sonorizzazione, ad opera del trio musicale bolognese KyoKyoKyo e, in collaborazione con il MEI di Faenza, di Kurutta ippeji – A page of Madness, film muto giapponese del 1926, diretto da Teinosuke Kinugasa e scritto dal Nobel Yasunari Kawabata. A novant’anni di distanza dalla sua prima uscita in una sala italiana, il Soundscreen riporta sul grande schermo anche il capolavoro muto The Unknown di Tod Browning, regista di Dracula e Freaks, musicato per questa occasione dal vivo dai Ronin di Bruno Dorella.  Si gioca in casa, invece, con la presentazione di Beware! The DonaFerentes del ravennate Daniele Pezzi, documentario-ritratto sul musicista e performer Dona Ferentes, e con Gli Asteroidi, primo film fiction di Germano Maccioni, ospite del festival assieme a Lo Stato Sociale, che ha curato parte della colonna sonora.
La rassegna è promossa e organizzata dall’Associazione Culturale Ravenna Cinema in collaborazione con il Comune di Ravenna/Assessorato alla Cultura, con il contributo della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

(Foto di copertina: Lo Stato sociale nel video “Verde” – Foto news: Gli Asteroidi)

Video

Il video di "Verde", colonna sonora del film "Gli Asteroidi"