Pianeta, Ambiente, Umanità: a Bologna la XIX edizione di Human Rights Nights

24 maggio 2019

Ruota tutta intorno ai pilastri principali del dibattito politico, culturale e sociale contemporaneo, la XIX edizione di Human Rights Nights, il festival bolognese dedicato ai diritti umani. Al centro della programmazione, che accerchia l’attualità intrecciando incontri, cinema e media, ci sono infatti pianeta, ambiente e umanità, con approfondimenti sul cambiamento climatico, sfruttamento del suolo, inquinamento e sull’intersezione tra questi nodi brucianti dell’oggi con altre questioni pregnanti come razzismo, conflitti, migrazioni, memoria.
Dal 24 maggio al 2 giugno, occhi puntati, quindi, attraverso lo schermo, sulle responsabilità dell’uomo, con trenta film in programma a ingresso gratuito, anteprime, conferenze, dibattiti e incontri con registi e organizzazioni come Legambiente e Amnesty International, la cui scelta si ispira proprio all’Antropocene, ovvero (secondo la classificazione dell’Anthropocene Working Group) all’era geologica attuale in cui gli esseri umani sono la forza più determinante sul pianeta, quella in grado, cioè, di intervenire su di essa fino a distruggerla.
Tra le pellicole proiettate tra MAST.Auditorium e Università di Bologna ci sono infatti Anote’s Ark di Matthieu Rytz, sul destino dell’isola di Kiribati nel Pacifico Centrale, che sarà presto sommersa dall’oceano a causa dell’innalzamento dei mari, e sempre alla risorsa acqua sono dedicate le riflessioni dei film Paani. Of Women and Water e Scenes from a Dry City, mentre Awake. A Dream from Standing Rock racconta la protesta dei Sioux contro la costruzione delle condutture nel South Dakota, e Albatross l’impatto dei residui di plastica sugli animali. Turismo selvaggio dalla Thailandia all’Everest e possibili soluzioni etiche alternative sono le questioni poste da Gringo Trails e Everest Green, programmato in collaborazione con il Festival I.T.A.C.A., dedicato al turismo sostenibile. E ancora sul tema dell’ambiente, da non perdere The Guardians of the Earth, film sulle negoziazioni al UN Climate Action, Losing Alaska sulle inondazioni delle terre, Welcome to Sodom sul riciclaggio dei rifiuti in Africa, A Journey to the Fumigated Towns e l’italiano Soyalism di Stefano Liberti ed Enrico Parenti sugli agrobusiness, un film che racconta le disastrose conseguenze per l’uomo e l’ambiente dell’industrializzazione violenta della produzione alimentare; e ancora, sono in programma The True Cost sulla sostenibilità nelle industrie tessili e il campo della moda, e i film Trophy e Becoming Animal sugli animali a rischio di estinzione.

Il Cinema Lumière ospita invece tutti i film del festival dedicati alle storie di rifugiati e migranti, come Chauka, Please tell us the Time, il racconto della vita in un centro di detenzione dell’isola di Manus, filmata di nascosto per sei mesi con un cellulare dal giornalista curdo-iraniano richiedente asilo Behrouz Boochani, e Island of the Hungry Ghosts, sulla detenzione a tempo indeterminato di migranti. Presentato in anteprima il 29 maggio, prima dell’uscita nelle sale, Shelter – Rifugio di Enrico Masi – sostenuto anche da Emilia-Romagna Film Commission – racconta poi l’esperienza di migrazione di un militante transessuale dalle Filippine alla Francia, passando per la Libia e l’Italia, mentre Da’waa – L’Incontro e Mother Fortress si concentrano sulla forza della spiritualità nelle situazioni di conflitto e povertà, ed Exit – Leaving Extremism Behind e In Memoria del Condor riflettono su memoria e riconciliazione. Alla Palestina sono dedicati i What Walaa Wants, un film su genere ed emancipazione presentato con l’Associazione Orlando, e Sarah e Saleem, una storia d’amore impossibile.  Una grande attenzione è dedicata ai giovani, per i quali c’è lo Youth Forum, matinée di visione partecipata di video e di incontri speciali sui temi del festival, e in particolar modo sul cambiamento climatico: una questione di cui si stanno facendo carico sempre di più proprio le giovani generazioni. Per i più piccoli, invece, il festival ha pensato a giochi in legno nel Ludobus e altri progetti interculturali legati al diritto al gioco.

E mentre in Piazza Scaravilli dal 27 al 31 maggio nascerà un Green Garden, spazio creativo multisensoriale e multimediale con installazioni artistiche sul cambiamento climatico, allestito con artisti e musicisti, insieme agli studenti di Antropologia Visiva dell’Università di Bologna, il Festival sarà anche occasione per visite guidate alle mostre Anthropocene, alla Fondazione MAST, ed Ex-Africa al Museo Civico Archeologico. Al Fienile Fluò, invece, è in programma una passeggiata alla scoperta dell’installazione di Land art Size Experiment N. 1 di Malte Klagenberg e Laurits Nymand Svendsen, per la prima volta in Italia.

Human Rights Nights Festival è un progetto di Human Rights Nights – associazione di promozione sociale e culturale, sostenuto da Cineteca di Bologna, Università di Bologna, Unicredit Banca, Fondazione Mast, Regione Emilia-Romagna, Human Rights Film Network, con il patrocinio del Comune di Bologna.