Le "Invenzioni dal Vero" del Parma Film Festival

03 novembre 2019

Sperimentare formati per “cercare la forma del vero”. Non c’è soltanto non-fiction però, al Parma Film Festival, ma film che fanno fiorire ponti tra cinema e vita, che pensano il reale e lo raccontano. La ventiduesima edizione della rassegna organizzata dal Comune di Parma apre le porte dal 3 al 9 novembre con un ricco programma dedicato alle “invenzioni dal vero”.

Dopo l’anteprima coi fratelli Dardenne, premiati come migliori registi a Cannes 2019, arrivano a Parma tante pellicole protagoniste del cinema mondiale, molte delle quali presentate in anteprima, tra il Cinema Astra e il D’Azeglio, in lingua originale con sottotitoli. È il caso de “La belle époque” commedia francese sulla nostalgia, di “The Irishman”, film con cui Scorsese racconta cinque decenni di storia criminale riunendo sullo stesso set Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci, ma anche di “Parasite”, film coreano vincitore della Palma d’oro a Cannes, e poi di “Sorry we missed you”, nuovo attesissimo film di Ken Loach, e “Les Misérables”, opera prima del francese Ladj Ly.

In primo piano una doppia retrospettiva. La prima è dedicata a Pietro Marcello, appena reduce del successo di Martin Eden (in programma anche qui), che darà l’occasione a chi si è appassionato al suo cinema negli ultimi tempi di vedere (o rivedere) le sue opere precedenti:  “Il cantiere”, “La baracca” e “Il passaggio della linea”, “La bocca del lupo”, “Il silenzio di Pelešjan”, “Bella e Perduta”. L’altra lente è puntata invece sull’ ”autore maledetto” Claudio Caligari, di cui verranno proiettati Amore Tossico, L’odore della notte e Non essere cattivo. Uno spazio di rilievo è riservato poi ai film introdotti da chi li ha creati o interpretati, e tra le molte occasioni si segnalano quelle d’incontrare il noto illustratore Lorenzo Mattotti che debutta al cinema con La famosa invasione degli orsi in Sicilia (da un libro di Buzzati), e Benedetta Barzini, modella iconica degli anni’60, giornalista e attivista, protagonista di un intenso e commovente film intitolato La scomparsa di mia madre, firmato dal suo ultimogenito Beniamino Barrese. Tra gli altri ospiti anche Matteo Rovere, autore di Veloce come il vento e Il primo re, Carlo Sironi, autore di Sole, Gianfranco Pannone e Ambrogio Sparagna con il loro ultimo doc Scherza con i fanti. Ma le occasioni di incontro non sono finite: tra i cinema Astra, D’Azeglio e Edison e in altri luoghi del festival) arrivano per esempio Gabriele Muccino per un incontro col pubblico, e le masterclass dei registi Carlo Sironi, Matteo Rovere e Agostino Ferrente, e del costumista Massimo Cantini Parrini, che racconteranno il loro lavoro agli studenti dell’Università di Parma in lezioni aperte a tutti, mentre il montatore Cristiano Travaglioli racconterà il suo lavoro agli studenti del Liceo Toschi.

E sempre agli studenti è dedicato anche il ciclo dei cinebreakfast, curato da Officina Arti Audiovisive, e un concorso riservato a progetti audiovisivi realizzati dagli allievi di corsi universitari o coordinati da istituzioni universitarie. Molti i libri da presentare nelle varie giornate, da un testo di Guido Conti dedicato a Cesare Zavattini, a una raccolta di scritti di Francesca Alinovi curata da Matteo Bergamini e Veronica Santi. Mirko Capozzoli presenta invece il suo libro su Gian Maria Volonté, mentre Ivano Marescotti porta a Parma il suo Fatti veri.
A chiudere il festival, sabato 9 novembre, l’inaugurazione della mostra Incontri del mio privilegio di Edoardo “Tobia” Fornaciari, che raccoglie alcuni scatti “cinematografici” del grande fotografo parmigiano.

Parma Film Festival è organizzato dal Comune di Parma insieme a Circolo del cinema Stanley Kubrick, Università di Parma, Solares Fondazione delle Arti, Officina Arti Audiovisive, Liceo Artistico Statale Paolo Toschi, con il contributo di Regione Emilia Romagna, Fondazione Monteparma, Chiesi, BPER Banca e Carebo.