La nuova sfida del Bellaria Film Festival

04 dicembre 2018

“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. È l’articolo 9 della Costituzione italiana il tema, più che mai attuale, della trentaseiesima edizione del Bellaria Film Festival, rassegna di cinema indipendente che dal 1983 ha visto passare registi del calibro di Sorrentino, Garrone e Rosi. Sotto la neodirezione dell’impresario musicale, teatrale e cinematografico Marcello Corvino, nell’edizione 2018, per la prima volta programmata in inverno, l’arte si interroga su se stessa, sulla sua funzione e sui paradossi del suo statuto sempre in discussione, anche con una tavola rotonda intitolata Cinema, cultura, art. 9. A che punto siamo? in programma il 30 dicembre. In concorso diciotto documentari, selezionati tra 93 candidature, che dal 27 al 30 dicembre al Cinema Astra e in altri luoghi di Bellaria Igea Marina si contenderanno la vittoria del Bei Doc e del Bei Young Doc per i registi under 30, assegnati da una giuria presieduta dall’attore e regista Moni Ovadia, in cui figurano esperti di cinema come il giornalista e autore tv Felice Cappa, il regista e sceneggiatore Paolo Fiore Angelini, Luisa Ceretto del SNCCI Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani-Fiduciario gruppo emiliano e la regista e sceneggiatrice Enza Negroni. Il pubblico assegnerà invece il Premio Luis Bacalov al doc con la miglior colonna sonora.

La finestra internazionale del festival, e le giornate della rassegna, si aprono infatti proprio all’insegna di un omaggio al Premio Oscar Luis Bacalov e sulla musica nel cinema, con la consegna alla compagna Marina Ravera, il 27 dicembre, del premio Una vita da film e lo spettacolo-concerto Una vita da film: Luis Bacalov, scritto dal compositore poco prima di morire assieme al regista e amico Carlos Branca, in cui parole, video e musica racconteranno il maestro, con la musica dal vivo degli Anema, insieme al fondatore dei New Trolls Vittorio De Scalzi. Ad anticipare la proiezione una tavola rotonda sulle musiche nel cinema, e a coronamento dell’omaggio la proiezione, il 29 dicembre, di uno dei più celebri film musicati da Bacalov, La città delle donne di Fellini, e altri eventi collaterali in città, tra cui una ‘mostra sonora’, con riproduzione delle sue musiche al Museo delle Radio d’Epoca.

Cuore pulsante del festival sono, naturalmente le proiezioni dei film in concorso. In quattro giorni di intensa programmazione si va da un film sulla vecchiaia, la solitudine e la gioia di vivere di Lea Schlude Ambrosino a una riflessione sull’origine e il senso della street art con Scripta Manent di Giorgio Ripa, a un tuffo nel passato del boom economico e nel paese di origine per la protagonista di Storia dal qui di Eleonora Mastropietro. Poi un viaggio tra i teatri di tutto il mondo per riflettere sul legame dell’autore con la rappresentazione della natura umana con Theatron di Giulio Boato, e un approfondimento di una realtà artistica di teatro e salute mentale con La vita non sa di nomi di Giovanna Poldi Allai, Andreina Garella, e l’attesa di Mohammed e di altri giovani marocchini, che sperano di salire clandestinamente su un mercantile diretto in Europa nel film Riski di Otto Reuschel, mentre con La morte legale, Silvia Giulietti e Giotto Babieri raccontano il lavoro straordinario di Giuliano Montaldo. E poi ancora sugli schermi scorrono riflessioni sulla storia, sull’identità, sul futuro di mestieri antichi, sui tabù moderni, come la morte, e viaggi via mare e via fiume, avventure lente contrapposte alla velocità della vita, nei film di Francesca Pirani e Stefano Viali, Nicoletta Polledro, Andrea De Fusco, Davide Ferrario, Walter Bencini, Federico Francioni & Yan Cheng, Elisa Baccolo, Gaia Siria Meloni e Giacomo Riillo, Marco Pavan, Antonio Rovaldi, Ettore Favini, Claudia Cipriani, Ciro Abdei.

Fuori concorso arrivano al Bellaria altri film e protagonisti del cinema italiano contemporaneo, tra cui l’emozionante Vangelo di Pippo Delbono il 29 dicembre, Il Flauto Magico di Piazza Vittorio di Mario Tronco con Fabrizio Bentivoglio e Petra Magoni, e il doc omaggio a Nino Rota di Felice Cappa, entrambi in programma il 28 dicembre. Ospite d’onore invece è Lina Wertmüller, a cui il 30 dicembre verrà consegnato il premio alla carriera, un’opera d’arte in rame dello scultore bolognese Nicola Zamboni, per celebrare la vita artistica e i successi di una regista di cui si potrà scoprire di più grazie documentario biografico che conclude la serata, Dietro gli occhiali bianchi di Valerio Ruiz.

Partner principali di Bellaria Film Festival sono: Regione Emilia Romagna, EnERgie Diffuse, Comune di Bellaria-Igea Marina, E. R. Film Commission, Romagna Banca, Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, il documentario.it – portale sul cinema documentario, Associazione Documentaristi Italiani, Associazione Documentaristi dell’Emilia Romagna, UNIBO Università di Bologna Alma Mater Studiorum, Consorzio QN, Istituto Italiano di Cultura di Parigi “Cinedoc – Fragments d’Italie”, Fondazione ITS Roberto Rossellini.