Gli anni che cantano al Biografilm Festival

25 maggio 2020

L’arte, e soprattutto la musica, i suoi protagonisti, le storie che ispira sono da sempre al centro della programmazione di Biografilm Festival. Anche l’imminente sedicesima edizione, eccezionalmente on line su MyMovies.it dal 5 al 15 giugno, non si smentisce e propone tanti titoli interessanti nella sezione Art & Music, tra cui Gli anni che cantano, il film di Filippo Vendemmiati.
Prodotto da Be Open e Filandolarete, con il sostegno del Fondo Audiovisivo dell’Emilia-Romagna il documentario ripercorre la storia e i ricordi del gruppo bolognese di musica politica e impegno sociale. Dall’epoca hippies e post ’68 di Parigi fino a Bologna dove, in partenza verso una destinazione ignota, si ascoltano i primi dialoghi tra i giovani musicisti Jack (Le Altre di B), Albi (Lo Stato Sociale), Janna Carioli e gli altri ex componenti del Canzoniere. Gli anni che cantano sarà distribuito da Genoma Films.

 Gli altri film della sezione Biografilm Art & Music

Abbas by Abbas, di Kamy Pakdel (Francia, 2019, ’53), anteprima internazionale
Abbas, fotografo icona membro della Magnum Agency, ha seguito tutti i principali eventi che hanno scosso il mondo dagli anni Settanta fino ai giorni nostri. Per la prima volta, diviso per diversi percorsi tematici (violenza, caos, ossessione…), il film dipinge i tratti di un osservatore del mondo e cattura le ultime parole di uno dei più importanti fotografi di tutti i tempi, scomparso nel 2018.

Being Eriko (Erikos verdener), di Jannik Splidsboel (Danimarca, Norvegia, 2020, ’75), anteprima internazionale
Da Kobe a Copenaghen, seguiamo l’evoluzione della pianista giapponese da spirito “pulito ed educato” a spirito libero. La musica, la potenza femminile, i conflitti e le contraddizioni culturali: ecco cosa significa essere la straordinaria pianista giapponese Eriko Makimura.

Half Dream (Ban Meng), di Dandan Liu (Germania, 2019, ’86), anteprima internazionale
A dieci anni dalla laurea all’Accademia di Belle Arte di Pechino, la regista Dandan Liu decide di andare a far visita a tre dei suoi ex compagni di classe, spinta dall’urgenza di confronto sul loro passato comune, sulla loro necessità di creare opere d’arte, ed infine sulla loro vita attuale. Questi eventi si sviluppano nel film, immersi nel contesto generazionale degli anni Ottanta in Cina, quando ancora vigeva la politica del figlio unico, dove si cercava di trovare la propria strada a discapito degli sconvolgimenti e delle difficoltà economico-sociali. .

Keyboard Fantasies: The Beverly Glenn-Copeland Story, di Posy Dixon (Regno Unito, 2019, ’63), anteprima italiana
L’album ‘Keyboard Fantasies’ è stato scritto e prodotto in maniera indipendente da Beverly Glenn-Copeland nel 1986. Le sette tracce registrate sono un ibrido di musica folk ed elettronica, decisamente d’avanguardia per il periodo. Solo dopo trent’anni e dopo il suo rivelarsi trans, il musicista cominciò ad avere un riscontro dal mondo esteriore, ricevendo ringraziamenti per la sua musica, di cui la gente era appena venuta a conoscenza.

Kubrick by Kubrick (Kubrick par Kubrick), di Gregory Monro (Francia, Polonia, 2020, ’72), anteprima italiana
L’eredità lasciata da Stanley Kubrick al cinema non è quantificabile. È stato un gigante dell’arte cinematografica, i suoi lavori assomigliano a immacolate opere d’arte, che vengono analizzate da maestri e studenti, tutti alla ricerca di risposte. Ma Kubrick, si sa, ha sempre cercato di astenersi dal rispondere. Nonostante sia sotto gli occhi di tutti, la possibilità di ascoltare la sua vera voce è stata sempre molto rara, almeno fino ad adesso. Grazie a Michel Ciment, critico cinematografico conosciuto a livello internazionale per essere un esperto di Kubrick, consulente nella realizzazione di questo film, gli autori hanno avuto accesso a una serie di rare interviste che si sono succedute nel corso dei 30 anni della loro amicizia. Grazie anche agli archivi che la famiglia Kubrick ha reso disponibili, dal film emerge un ritratto intimo e privato di uno dei più famosi registi di tutti i tempi, di cui nessuno aveva mai udito la voce.

Margaret Atwood: A Word after a Word After  Word Is Power, di Peter Raymont e Nancy Lang (Canada, 2019, ’92), anteprima italiana
Poeta e scrittrice, il nome di Margaret Atwood è ormai conosciuto. Eppure, sono pochi quelli che davvero conoscono la vera Margaret. Chi è la donna, chi è la scrittrice che si cela dietro queste storie? I registi seguono da vicino Atwood e il suo compagno Graeme Gibson, nella corsa per andare da un capo all’altro del mondo per tenere una conferenza, tra una visita sul set di ‘Il racconto dell’ancella’ e una vacanza in famiglia.

My Rembrandt (Mijn Rembrandt), di Oeke Hoogendijk (Paesi Bassi, 2019, ’95), anteprima italiana
Rembrandt: gli aristocratici lo adorano, gli esperti ne parlano, i mercanti d’arte lo inseguono, i collezionisti lo desiderano e i musei fanno la guerra per averlo. A 350 anni dalla scomparsa del pittore, intere nazioni sono ossessionate più che mai dai suoi dipinti. My Rembrandt è un epico thriller d’arte che ci permette di entrare all’interno del mondo super esclusivo dei collezionisti delle opere del Grande Maestro. Protagonista di My Rembrandtè la passione sfrenata per le opere del pittore, che ancora oggi non accenna a spegnersi. 

Dal 1 giugno sarà possibile prenotare un posto nella sala virtuale del festival, accedendo al sito www.mymovies.it e creando un account. Sarà possibile fruire la visione nell’arco delle 24 ore successive all’inizio della proiezione.

Video

Lo speciale de Gli anni che cantano