Giovani, Memoria, diritti, attualità: ecco i 12 progetti sostenuti dalla seconda chiamata del Bando per le produzioni Nazionali e Internazionali

09 ottobre 2019

Sono 12 e di respiro internazionale i progetti sostenuti dalla seconda chiamata del Bando regionale rivolto alle produzioni cinematografiche nazionali ed estere che, sommati alla prima call primaverile, portano così a 23 le produzioni italiane e straniere ammesse al finanziamento di Emilia-Romagna Film Commission nel 2019.
Con un totale di oltre 889mila euro elargiti dal Fondo per l’Audiovisivo regionale, troveranno prossima realizzazione 2 serie televisive, 3 lungometraggi e 7 documentari destinati al grande e piccolo schermo.

Le serie
Dopo un lungo periodo di riprese tra Ravenna e Cesenatico, si è recentemente chiuso il set di Summertime in terra romagnola. Si tratta, di fatto, del primo progetto italiano di Netflix, che vede anche il sostegno di un fondo regionale. La serie, prodotta da Cattleya, ha infatti potuto lavorare in stretta sinergia con Emilia-Romagna Film Commission, contando costantemente anche sulla preziosa collaborazione dei due comuni che hanno ospitato riprese e troupe. Protagonisti un gruppo di giovanissimi, alle prese con una storia d’amore lungo l’Adriatico.

Arriverà a breve a Bologna Luca Guadagnino, dove realizzerà parte di We are who we are, produzione firmata da Small Forward Productions in collaborazione con il colosso HBO. Ancora massimo riserbo sulla trama, che narrerà, anche in questo caso, la crescita umana e identitaria dei giovani protagonisti.

I lungometraggi
Sarà girato tra Fossoli, Carpi e Cinecittà Bocche inutili, film di Claudio Uberti e prodotto da Lucere Film. Attraverso gli occhi di una giovane donna, Ester, deportata dal ghetto di Roma dopo il rastrellamento di Portico d’Ottavio e della sua esperienza di maternità assolutamente singolare, il progetto racconta una storia verosimile, avvenuta nel campo di concentramento di Fossoli e successivamente in quello di sterminio di Ravensbruk nel 1944.
Un documentarista, un detenuto che gli racconta il suo passato e una vittima. Tre vite che si intrecciano dentro e fuori dal carcere saranno il cuore di Tutti i nostri ieri, produzione Atomo Film diretta da Andrea Papini, con probabili set tra il Delta del Po, Bologna e Ferrara. Il capoluogo diverrà location anche per Vecchie Canaglie di Chiara Sani, progetto di Orange media che punta i riflettori sui diritti e la dignità degli anziani, senza però rinunciare all’ironia e la gioia di vivere.
I documentari
Bologna affascina da sempre i documentaristi e non si smentisce nemmeno in questa occasione. Girerà infatti I quattro moschettieri in città e provincia, Nicolò Bassetti, produzione di Nuovi Paesaggi Urbani che ha come tema centrale l’identità di genere, vista attraverso le vicissitudini di quattro ragazzi che vivono a Bologna e filo conduttore di un percorso che si compirà con i personaggi e le loro storie.

Esplora il lavoro creativo del gruppo di scrittori Wu Ming e le esperienze politiche e culturali generate dal loro impegno, A noi rimane il mondo di Armin Ferrari, con set aperti a Bologna e a Ferrara. Prodotto da Altrove Films il progetto presenterà uno spaccato originale di un movimento culturale in piena espansione.
Ha fondato Arci Gay, ha lottato per oltre 40 anni per i diritti LGBT nel nostro Paese e ora la sua vita diviene film. La sensibilità e il rigore documentaristico di Filippo Vendemmiati racconteranno un inedito Franco Grillini in We are everywhere, una nuova sfida produttiva per l’eclettica Genoma Films.

La storia e la tradizione del cinema muto italiano dal 1896 al 1930 hanno affascinato Olive Bohler e Céline Gailleurd, che hanno deciso di raccontarlo in Decadenza, storia che porta la firma della casa bolognese Articolture.
Altra storia diretta a quattro mani tra Parma e Bologna è OTO– Lontano e vicino. In questa storia prodotta da Small Boss, Elisa Motta e Matteo Ferrarini cercano di raccontare il suono: che influenza ha nella creazione della nostra identità singola e comunitaria? Una famiglia giapponese legata a doppio filo con Parma ci guiderà in un percorso di suoni, musiche e luoghi lontani e, al tempo stesso, più vicini di quel che pensiamo.

Il ravennate Yuri Ancarani si sposta invece sulla Laguna Veneta con Barchini: a Venezia, tra gondole, canali e palazzi che sprofondano sempre più nella laguna, i turisti entrano e i residenti vanno via. La popolazione locale della città è ormai sotto i 50.000 abitanti, meno delle persone che ogni giorno la visitano. Esiste quindi un mondo parallelo dove i veri veneziani resistono. Il documentario è prodotto da Dugong.
Infine, il noto regista Peter Marcias dirigerà Nilde per Movimento Film, le cui riprese si svolgeranno tra Reggio Emilia e Bologna e che, attraverso il lavoro di un’attrice, omaggerà la figura di Nilde Iotti e il suo impegno sociale e politico.