Da Gianni Amelio a Francesco Barilli: ecco i dodici progetti made in Emilia-Romagna

08 novembre 2018

L’Emilia-Romagna è storicamente terra di cinema e le produzioni attuali ne confermano la vivace creatività. Sono infatti dodici e originali i progetti sostenuti dalla seconda chiamata del bando regionale per le produzioni del territorio, per un totale di oltre 437mila euro finanziati dal Fondo per l’Audiovisivo della Regione.
L’eccellente vocazione per il cinema di realtà che distingue le produzioni di casa nostra non si smentisce. Sono infatti 6 i documentari di prossima realizzazione, a partire da Yakub e Tea e Filmon, di Anna de Manincor e Zimmerfrei, in questo periodo tra l’altro nelle sale italiane con con “Almost Nothing | CERN Experimental City”. Proseguendo la sinergia con la casa di produzione Bo Film, continua il lavoro sperimentale sulla trasformazione dei luoghi avviato da tempo dal collettivo bolognese, tracciando in questo caso un ritratto inedito del capoluogo emiliano, attraverso la visione di giovani che hanno partecipato al progetto europeo “Atlas of transitions”, in partenariato con Ert – Emilia Romagna Teatro Fondazione.
Lisa Bosi e Francesca Zerbetto firmano invece la regia di Disco Ruin, viaggio visionario nel mondo delle discoteche e gli spazi che, per oltre 40 anni, hanno fatto storia, cultura e tendenze. La produzione è a cura di Sonne Film.
Dopo il recente successo veneziano con “Il Mondiale in piazza”, l’accoppiata Articolture e Vito Palmieri realizza Da Teletorre 19 è tutto!, portando su grande schermo l’esperienza dell’unica televisione condominiale italiana nata nel complesso micromondo del Pilastro a Bologna.
Lo sapevate che il Mah Jong, antico gioco cinese, oramai parla romagnolo? Lo scopriremo  grazie all’esperienza on the road di Luisa, protagonista di Il drago di Romagna. Lo dirige, tra tagliatelle e cappelletti, Gerardo La Mattina, in questa divertente produzione POP Cult.
Concluso il progetto documentaristico su e con Stefano Benni, Enza Negroni ci conduce ora nel paziente e affascinante mondo della scrittura con La Calligraf(i)a, presentandoci il lavoro e la passione di Barbara Calzolari, una dei 12 Master Penman del mondo, che apre così una nuova collaborazione della regista con la produttrice bolognese Valeria Consolo.
Sogni, desideri, malinconie, pensieri. A oltre un secolo dalla morte di Giovanni Pascoli è decaduto il vincolo di segretezza sul carteggio con il fratello Raffaele. Mauro Bartoli ne traccia un ritratto intimo e artistico nel Narratore dell’avvenire. Un film su Giovanni Pascoli, poeta, documentario prodotto dall’imolese Lab Film.

Cortometraggi d’autore nei 5 progetti ammessi al contributo, con in testa Gianni Amelio e il suo Passatempo. Pochi minuti per raccontare – prodotto da The Film Club di Piacenza – la vicenda di un professore e uno straniero, entrambi giocatori, su cui il Maestro mantiene ancora un certo riserbo.
Nel 1966 Camillo Bazzoni diresse Francesco Barilli ne L’Urlo, film di fantascienza low budget che, l’anno dopo divenne un caso a Cannes, lanciando la carriera dei due. Cinquant’anni dopo Francesco Barilli ne propone il remake prodotto da Avila entertainment: Paolo Caren, legge libri di poesie e sente musica emozionale, proibita nel futuro dispotico in cui vive, si innamora di una donna che lo consegnerà alla polizia di stato; il siero A18 cancellerà tutte le sue emozioni.
Seconda opera per Cristina Valentini, alla regia del corto animato di Azabache Films, Il cavaliere Blu, storia di un colore, racconto epico tra presente e passato, alla ricerca delle origini del colore Blu. Restiamo in tema di arte e colori con La Furia Film, Francesco Selvi e L’Estasi di Oleg, storia di un artista, della sua scomparsa e di un rampante gallerista che tenta di trarne profitto.
Opera prima per Luca Bedini e il suo Agosto 1993, prodotto da Bue s.n.c., in cui vediamo Adriano Goretti, presidente di un’associazione sportiva modenese, che si ritrova a dover ospitare e gestire il raduno di preghiera di un gruppo islamico.
Lo sport, anche se con altra declinazione, è protagonista infine di 999 unico lungometraggio sostenuto dalla seconda sessione del bando. Federico Rizzo per Oblivion production ci porta nel mondo del calcio attraverso il sedicenne Lorenzo, calciatore bolognese e promessa di una prestigiosa squadra. Accanto alla sua esperienza quella di nomi noti e di campioni mancati, che daranno voce a una storia del football come mai è stata raccontata.

Con questi dodici progetti salgono a ventiquattro le produzioni sostenute dal bando regionale nel 2018, per un totale di quasi 837mila euro finanziati. La nuova chiamata è attesa per i primi mesi del 2019.