A Forlì l’arte è Ibrida. Al via la quinta edizione del Festival delle Arti Intermediali

10 settembre 2020

È originale, innovativo e raccoglie nuove visioni nate dalle ibridazioni dei linguaggi artistici legati all’audiovisivo sperimentale, in quello slargo ricco di possibilità all’incrocio tra videoarte, performance art e musica elettronica. Parliamo di Ibrida, Festival delle Arti Intermediali organizzato a Forlì da Vertov Project, con la direzione artistica di Francesca Leoni e Davide Mastrangelo e il contributo critico di Piero Deggiovanni, docente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

La quinta edizione, in programma dall’11 al 13 settembre, comincia con la presentazione del volume Antologia critica della videoarte italiana 2010-2020 (Kaplan) di Deggiovanni, fruibile sia dal vivo negli spazi di EXATR che in streaming. Stessa location e modalità per una conversazione (in programma il 12 settembre) attorno a come raccontare l’arte contemporanea in epoca (post) Covid, con ospiti i direttori delle tre riviste Exibart, Arshake e Juliet Art Magazine online. Sul fronte performativo la programmazione si sdoppia, con una selezione di video opere internazionali visibili online e tre serate di eventi dal vivo all’Arena San Domenico. A congiungere i due mondi Mara Oscar Cassiani, artista che opera a cavallo di performance e nuovi media, ospite della rassegna l’11 settembre con una performance realizzata in diretta ma fruibile solamente online. Intitolata AirMax, l’opera è nata in rete dopo aver attraversato tutta l’Europa in forma reale e invita gli spettatori a sedersi comodi, possibilmente da soli, spegnere le luci, accendere lo schermo, mettere le cuffie e abbandonarsi alla internet solitudine, lasciandosi immergere nella webcam.

Il programma live prevede poi la video installazione multicanale Vanitas vanitatum, et omnia vanitas di Francesca Fini dedicata alla condizione di fragilità della vita umana, una performance a cura del visual designer Kanaka insieme alla contrabbassista Caterina Palazzi in cui musica e video interagiscono sulla tematica del nostro alter ego oscuro (11 settembre), l’audio-visual concert di Salvatore Insana con E-Cor Ensemble, “viaggio d’esplorazione irregolare, frutto di continua negoziazione tra la messa a fuoco della propria visione interiore, le accensioni luminose, le vie di fuga dal paesaggio”(12 settembre) e Krakatoa, concerto ispirato all’eruzione dell’omonimo vulcano in Indonesia nel 1883, con cui il percussionista e ricercatore sonoro Enrico Malatesta chiuderà l’edizione 2020 di Ibrida insieme all’artista spagnolo Carlos Casas (13 settembre). Tutti i live saranno preceduti da proiezioni di videoarte selezionate dai diversi curatori delle sezioni del Festival.