Per una Farfalla di Ferro. Apre il bando di Cinevasioni

28 febbraio 2020

Un festival di cinema in carcere, ma aperto anche al pubblico, dove i film fanno da ponte tra la comunità reclusa e quella libera all’insegna del diritto più inscalfibile: quello all’immaginazione. Succede a Bologna, nella Casa Circondariale Rocco D’Amato, dove per il terzo anno verrà organizzato il Festival Cinevasioni. A promuovere la rassegna, che quest’anno si terrà dal 4 al 9 maggio nella nuova sala cinema AtmospHera, è l’omonima Associazione Cinevasioni nata proprio per promuovere il linguaggio cinematografico in carcere, attraverso corsi di formazione, incontri, laboratori e proiezioni.

C’è tempo fino al 4 aprile per partecipare (gratuitamente) alla selezione dei film tramite il sito www.cinevasioni.it. Purché si tratti di lungometraggi di oltre 50 minuti, nazionali ed internazionali, sia di finzione che di genere documentario, la cui prima proiezione pubblica sia avvenuta dopo il 1° gennaio 2018. Requisito obbligatorio all’ammissione al festival è poi la presenza di un rappresentante dell’opera alla presentazione del film stesso durante la proiezione (regista, attore principale, sceneggiatore, direttore fotografia, montatore, autore colonna sonora, produttore).
Le passate edizioni hanno visto trionfare Gabriele Mainetti per Lo chiamavano Jeeg Robot e a Marco Danieli per La ragazza del Mondo. Quale tra i dieci film che arriveranno alla gara si aggiudicherà quest’anno la Farfalla di Ferro? A deciderlo sarà una giuria formata dai detenuti partecipanti al laboratorio “Cinevasioni Scuola”, presieduta da una figura esterna nominata dalla direzione artistica del festival, che si riserva di attribuire anche una Farfalla alla carriera.