Don Camillo & Peppone rivivono con la prima edizione del Busseto Festival Guareschi

07 novembre 2018

Il suo nome è indissolubilmente legato a quello di Giuseppe Verdi, ma Busseto è luogo ricco di tradizioni e di storia. In questa cittadina della provincia di Parma, incastonata tra il Po e la via Emilia anche Giovannino Guareschi, infatti, trovò la sua terra adottiva. Proprio a pochi passi dalla casa natale del maestro, lo scrittore italiano più tradotto al mondo, volle aprire il suo bar, ancora funzionante, e il suo ristorante oggi sede di una esposizione permanente a cura del Club dei Ventitré.

A centodieci anni dalla nascita e cinquanta dalla scomparsa dello scrittore, nasce un nuovo festival, che nel suo nome celebra il cinema rurale e i grandi registi emiliani legati alle tradizioni della terra. Si parte con un’edizione tutta dedicata a Don Camillo & Peppone, arcinoti racconti delle dispute tra un parroco e un sindaco comunista. La prima edizione del Busseto Festival Guareschi, dal 10 novembre al 9 dicembre, è dunque tutta dedicata alla proiezione, a ingresso libero, dei film della saga al Teatro Verdi, “un modo per mostrarne nessi e le differenze rispetto al Mondo Piccolo descritto nei libri di Guareschi – spiega Giorgio Vittadini, presidente del Comitato Guareschi 2018 – un’occasione speciale per capire la grande capacità di pennellare le profondità dell’umano del grande scrittore emiliano”.

Introdotti da critici, studiosi, politici e giornalisti – tra cui lo stesso Vittadini – Alessandro Sallusti, Michele Guerra, Umberto Brindani, Michele Brambilla, Ermete Realacci, Roberto Balzani, Massimo Mezzetti, Filiberto Molossi ed Egidio Bandini, si avvicenderanno sullo schermo tutte e cinque le puntate delle esilaranti dispute tra il Don Camillo di Fernandel e il Peppone di Gino Cervi: il Don Camillo (Le petit monde de Don Camillo) del 1952 e Il Ritorno di Don Camillo del 1953,  diretti da Julien Duvivier, Don Camillo e l’onorevole Peppone del 1955 e Don Camillo Monsignore… ma non troppo del 1961 di Carmine Gallone e Il compagno Don Camillo del 1965 diretto da Luigi Comencini.

 Gli appuntamenti proseguono anche fuori dal teatro, con due mostre tra il corso principale e la piazza di Busseto. Dal 3 novembre al 9 dicembre in via Roma e Piazza Verdi sono visitabili rispettivamente Giovannino Guareschi fotografo 1940-1952 e Giovannino a Busseto, fotocronaca dalla nebbia, a cura dell’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna e Archivio Giovannino Guareschi-Roncole Verdi. Il 7 dicembre alle 20.30, al Caffè Guareschi è in programma invece un incontro con chi ha conosciuto lo scrittore a Busseto e Roncole Verdi, con i ricordi di Eugenio Martani, Corrado Medioli, Fabrizio Careddu e gli Amici del Tabarro.

Immancabili, tra cinema e teatro, ricette, cibo e trattorie. Domenica 9 dicembre, dalle 12 alle 16 al Cortile della Rocca di Busseto i ristoratori della Bassa presentano le ricette del Mondo Piccolo in Giovannino, si mangia!, mentre le trattorie della Bassa, in quegli stessi giorni in fermento per il November Porc proporranno un menu che avrebbe certamente messo d’accordo Don Camillo e Peppone.
Busseto Festival Guareschi, a cura di ATER Associazione Teatrale Emilia-Romagna, è un progetto del Comune di Busseto, in collaborazione con November Porc, all’interno del programma del Comitato Guareschi 2018 – Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica – e con il patrocinio di Destinazione Turistica Emilia e Regione Emilia-Romagna. I film sono stati gentilmente messi a disposizione da Mediaset.