Dieci anni di cinema del reale per Modena Viaemili@docfest

07 novembre 2019

Film, anteprime, concorsi e incontri con gli autori al Cinema Astra, il tutto all’insegna del vero che il grande schermo rivela, amplifica, documenta. Dal 7 al 10 novembre al Viaemili@docfest di Modena arriva per il decimo anno il meglio del cinema documentario italiano, con un ricco cartellone di appuntamenti a ingresso libero.

 

Dal momento che, come spiegano gli organizzatori, “l’occhio della telecamera è la lente con la quale si approfondiscono temi sociali come le migrazioni, la situazione femminile, il disagio giovanile, la politica e in generale la società contemporanea”, la quattro giorni del festival segue alcuni percorsi tematici. E proprio dalle migrazioni si parte, con un focus dedicato il 7 novembre (in collaborazione col Festival della Migrazione), che prevede tra le altre cose le anteprime regionali di The valley di Nuno Escudeiro, intreccio di storie di persone comuni della Valle di Roya, che danno riparo, cibo e consigli ai migranti al confine tra Italia e Francia, di Ghiaccio di Tomaso Claviero, una narrazione del territorio spopolato della Val Pellice, dove arrivano richiedenti asilo dal Gambia e dalla Sierra Leone in cerca di una nuova vita, che formano la prima squadra di Curling, e del nuovo lavoro di Cristiano Regina, Baladi– this is my village, ambientato nel villaggio palestinese di Wadi Fukin, distrutto dagli israeliani nel ’48, che cerca di sopravvivere lottando per accedere alle proprie terre, unica fonte di sostentamento.

L’8 novembre, oltre alla finale del concorso internazionale Meglio matti che corti dedicato alla cultura dell’inclusione, della sensibilizzazione e della lotta al pregiudizio nella salute mentale che vede in corsa nove finalisti, gli occhi sono puntati sulla storia, con la proiezione de Il varco di Federico Ferrone e Michele Manzolini, racconto di un soldato alla campagna di Russia nella Seconda Guerra Mondiale e Scherza con i fanti di Gianfranco Pannone e Ambrogio Sparagna, un viaggio nella storia recente d’Italia per analizzare il rapporto col mondo militare e il potere attraverso canti popolari e diari di guerra.

Gli ultimi due giorni sono invece declinati al femminile, sia per i temi trattati che per la massiccia presenza di registe in cartellone. In programma Marisol di Camilla Iannetti, che racconta un rione popolare di Palermo in cui si professa il culto della Madonna della Mercede, dove la piccola Marisol aspetta con ansia la prima comunione, Letizia Battaglia – shooting the mafia della regista inglese Kim Longinotto, sulla storia di Letizia e del suo impegno contro la mafia nella Palermo tra gli anni ’70 e ’90, La scomparsa di mia madre di Beniamino Barrese dedicato alla mamma Benedetta Barzini, modella e attivista icona degli anni ’60, I had a dream di Claudia Tosi, che dalle lotte femministe contro Berlusconi alle ultime elezioni politiche esplora l’Italia negli ultimi dieci anni attraverso l’azione politica e la vita quotidiana di due donne combattive, e poi Butterfly di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman, e Francesca Ragusa in prima assoluta con l’ultimo film Ave, mater dolorosa!, che narra storie di migliaia di bambini racchiuse dentro le mura abbandonate della Colonia di Sestola. Si chiude con l’anteprima di Why are we creative? del regista tedesco Hermann Vaske che per 30 anni ha filmato oltre 50 personaggi tra cui David Bowie, Bono, Nick Cave, Marina Abramovic ponendo la stessa domanda “Perché sei creativo?”.

Molti degli autori sono presenti in sala per presentare le proprie opere e incontrare il pubblico, e il festival è tra l’altro parte integrante del corso di alta formazione Storytelling immersivo e interattivo: metodi e tecniche per il racconto audiovisivo del reale, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna.

Il Modena Viaemili@docfest è promosso da Comune di Modena, Regione Emilia – Romagna, Arci Modena, Arci Emilia Romagna, UCCA, Kaleidoscope Factory, Cinema Astra e Juta Caffè, con il patrocinio di Unimore e contributo di Fondazione di Modena.