Cinemafrica e il continente che cambia

20 ottobre 2016

Per l’undicesimo anno l’associazione studentesca Centro Studi Donati di Bologna, in collaborazione con la Cineteca di Bologna, propone una retrospettiva sull’Africa, presentando i film a tema più interessanti dell’ultimo periodo. La seguita rassegna Cinemafrica, mostra così i tanti volti di una terra in cui, l’ingerenza occidentale, l’economia disomogenea, gli esodi di massa e i conflitti sanguinosi sono raccontati da una giovane generazione di cineasti, provenienti da tutte le parti del continente.

Otto i film in programma, ospitati dal 21 al 23 ottobre dal Lumiére di Piazzetta Pasolini. A inaugurare il ciclo sarà la drammatica fuga dei due profughi di Hope, produzione francese e primo lungometraggio di Boris Lojkine, che si è aggiudicato il Premio della Critica a Cannes nel 2014.

Sabato 22 le proiezioni inizieranno con una storia dal Sud Africa, Ayanda and the Mechanic, di Sara Blecher. La protagonista è una giovane designer che lavora nel garage del padre defunto, ripromettendosi di mantenerne sempre viva la memoria, soprattutto quando la famiglia decide di vendere lo spazio da lei tanto amato. A seguire un altro film al femminile, questa volta firmato da Leyla Bouzid, figlia del grande regista tunisino Nouri Bouzid, che ha pagato con il carcere e la repressione il suo desiderio di libertà. Il film di Leyla – Premio del pubblico alle Giornate degli autori a Venezia –  è Appena apro gli occhi, mettendo a confronto madre e figlia, due generazioni alla vigilia della primavera araba. Intensa e tragica la storia di Run, che in raptus di follia uccide il primo ministro della Costa d’Avorio. L’opera prima del franco ivoriano Philippe Lacote ci condurrà, tra presente e flashback, dentro le tensioni e i drammi della guerra civile del Paese, seguita dal commovente Morbayassa, diretto da Cheick Fantamady Camara e interpretato da una splendida Fatoumata Diawara, che ci mostrerà una donna, uscita da un giro di violenza e prostituzione, alla ricerca della figlia data in adozione diciassette anni prima.

Domenica 23 ottobre la rassegna aprirà con il film keniota Watatu, film di Nick Reding, girato all’indomani della strage parigina nella redazione di Charlie Hebdo, con al centro tematiche di grande attualità come il razzismo e l’integralismo religioso. Un atto d’amore per il neorealismo italiano è invece L’orchestra dei ciechi del marocchino Mohamed Mouftakir, opera che ricrea le atmosfere degli anni ’60, anni in cui è ambientata la storia. In passato, in occasione di feste e serate al femminile, in Marocco si usavano chiamare le “l’orchestre dei ciechi”, per evitare che gli sguardi degli uomini si soffermassero sulle donne. Alcuni gruppi, però, erano finti, come quello dei nostri protagonisti. Cinemafrica si chiuderà con il documentario We come as friends, pluripremiata produzione austriaca, francese e sudanese diretta da Hubert Saupers, in cui si denuncia lo sfruttamento delle risorse e una nuova ondata colonialista in Sudan.

L’ingresso alle proiezioni sarà gratuito per gli Studenti dell’Università di Bologna.