TEATRO COMUNALE EBE STIGNANI

Nato dall’idea di un gruppo di “Signori associati” che per finanziare l’impresa vendette i palchi ai notabili imolesi, il teatro fu realizzato dall’architetto Giuseppe Magistretti trasformando la chiesa sconsacrata di San Francesco, acquistata nel 1810, e illuminandola con le decorazioni neoclassiche di Felice Giani. Fu inaugurato il 4 agosto 1812 con “I riti di Efeso”, dramma di Giuseppe Farinelli.
Nel corso dell’Ottocento il palcoscenico ospita le grandi opere di Rossini, Bellini, Mascagni e Donizetti. Alla lirica si alternano drammi, melodrammi, commedie e feste da ballo. A metà del secolo la proprietà viene assunta dal Comune di Imola, che ristruttura l’edificio. Risale a quest’epoca la decorazione del plafond con l’immagine delle otto Muse, affidata al pittore Paolo Sarti. Il teatro riapre al pubblico nell’estate del 1855 con il “Macbeth” di Verdi.

Chiuso dall’amministrazione fascista per motivi di sicurezza nel 1931, torna a vivere solo negli anni Settanta, quando, dopo il restauro che ne ha mantenuto la struttura a pianta ellittica e le decorazioni, è stato intitolato alla cantante lirica Ebe Stignani e ha ospitato i più grandi artisti della prosa nazionale: Tino Buazzelli, Rossella Falk, Vittorio Gassman, Gabriele Lavia, Glauco Mauri, Mariangela Melato, Umberto Orsini, Anna Proclemer, Toni Servillo, Paolo Stoppa.
Gestito dal Comune di Imola, il teatro, con i suoi 468 posti suddivisi fra platea, tre ordini di palchi e galleria e l’aggiunta dei 99 del Ridotto, ospita rassegne di prosa e di musica di livello nazionale.

TEATRO COMUNALE EBE STIGNANI -
Via Emilia, 80 - 40026 Imola (BO)
Visualizza su google maps

La scheda

Anno di costruzione
1782
Anno inizio attività
1974
Link scheda IBC
http://bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it/samira/v2fe/loadcard.do?id_card=26960&force=1
Secolo costruzione
XIX
Sale
2
Posti
567
Programmazione
PROSA, CONCERTI
Proprietà
Pubblico

Contatti

Telefono
0542 602600
E-mail
info@teatrostignani.it
Web
Credits
Fototeca Istituto beni culturali Regione Emilia-Romagna (foto: Andrea Scardova)