Documentari, corti, fiction, serie tv: i progetti del Bando 2017 a sostegno delle produzioni dell’Emilia-Romagna

31 luglio 2017

Nei prossimi mesi in Emilia-Romagna, saranno realizzati 5 lungometraggi, 4 documentari, 3 corti e 1 serie tv, da altrettante case di produzione operative a Bologna, Modena e Rimini, che racconteranno storie di grandi protagonisti, migranti, Memoria, adolescenti, sport, musica e affronteranno temi di attualità. Il nostro cinema ha dimostrato di saper spaziare in modo eterogeneo tra passato e presente, con una matrice comune: la creatività. Vi presentiamo dunque i 13 progetti finanziati dal  Bando regionale 2017 a sostegno della produzione. Ecco chi aprirà i set sul territorio.

I documentari si concentreranno essenzialmente sulle biografie di personaggi noti; la consolidata coppia autoriale formata da Michele Mellara e Alessandro Rossi traccerà per Mammut Film s.r.l. Un ritratto di Cesare Maltoni, uno dei più brillanti scienziati del secolo in ambito oncologico e cofondatore, tra le tante cariche, del Collegium Ramazzini.
Genoma Films, continuando a prediligere una linea brillante, produrrà la docummedia Il Conte magico, incentrata sulla figura enigmatica e affascinante del conte Cesare Mattei e della sua surreale Rocchetta a Grizzana Morandi. Anche qui una regia a quattro mani, affidata a Marco Melluso e Diego Schiavo.
Secondo lo Spirito. Un film sul Cardinale Giacomo Lercaro è il terzo biopic di realtà, in questo caso dedicato al religioso chiamato a combattere “l’ateismo comunista” bolognese negli anni ’50 ma che, invece, aprì un dialogo importante con la città, rivelandosi un personaggio scomodo per il Vaticano. Dietro la macchina da presa Lorenzo Stanzani, con la produzione di Lab Film.
Dopo aver raccontato la storia dello Stadio Dall’Ara di Bologna Paolo Muran ed Emilio Marrese entreranno in un altro tempio di sport e di vita cittadino: Il PalaDozza, raccontandone la storia attraverso lo slogan dei tifosi di basket, Tutto il Palazzo.

Lungometraggio di formazione e riflessione è invece Gli anni amari, diretto da Andrea Adriatico e prodotto da L’altra Società Cooperativa che, attraverso lo sguardo e le vite incrociate dei protagonisti Mario e Andrea, ripercorrerà le origini del movimento gay degli anni ’70, fino al suicidio dell’attivista Mario Mieli avvenuto nel 1983. Di ben altro genere è Tutto liscio, di Leopoldo Pescatore, che  ci condurrà a passo di danza nel folk romagnolo, mostrando la crisi artistica esistenziale dell’omonimo gruppo musicale, in crisi per la fuga della cantante Luana e per il reinventarsi di un genere che sta cambiando dai tempi di “Romagna mia”. Il lungometraggio sarà prodotto da Famiglia film e, naturalmente, metterà al centro la vita in Riviera.

Le cose belle prima si fanno e poi si pensano, titola il progetto di Kristian Gianfreda, e Don Oreste Benzi ha vissuto tutta la vita con questo motto. Riuscirà la comunità ad accogliere la Casa Famiglia che ospita persone con un disagio sociale? Lo scopriremo con questa produzione Coffee Time Film. Sempre in ambito sociale resterà Inahbit di Matteo Manghi, per Signum Digit, che mostrerà come il concetto di condivisione stia cambiando la definizione degli spazi privati e pubblici ed il concetto stesso di abitazione in un percorso lungo la via Emilia..
Il regista marocchino Mohamed Zinnedaine, per Imago Orbis, firma l’intreccio di vite raccontato ne La Guerisseuse (la guaritrice), in cui Abdou, adolescente servizievole, semplice e del tutto incapace di fare del male cerca di uscire dalla sua umile condizione imparando a leggere e scrivere. Lo ostacola la madre adottiva, la guaritrice del quartiere, temuta e rispettata da tutti. Un giorno Ch’Aayba, venditore ambulante di pesce con il vizio e la passione per il borseggio, si fa convincere da Abdou ad andare a trovare la madre adottiva, per guarirsi dall’eczema che lo tormenta. Da quel momento, il destino legherà per sempre le sorti dei tre personaggi.

Sonne Film e Giangiacomo De Stefano firmano invece la serie tv Alla ricerca del suono, in cui, di puntata in puntata si scopriranno la potenza degli strumenti antichi e la bellezza delle collezioni presenti a Bologna, attraverso il lavoro delle istituzioni del territorio.

Il cortometraggio saluta generalmente l’esordio di nuovi cineasti oppure offre anche ai nomi più affermati la possibilità di dimostrare che un racconto può essere spettacolarmente intenso anche se dura pochi minuti. Sicuramente originale è Il fagotto, di Giulia Giapponesi per Maxman Coop. ambientato in un presente alternativo di un paese occidentale dove il Governo ha emesso una serie di leggi per contrastare il fenomeno della denatalità e, nello stesso tempo, del sovraffollamento del pianeta. Ogni anno le donne sono tenute a dichiarare allo stato se hanno fatto un figlio e, in caso negativo, per quale motivo non lo stanno facendo. Se arrivano a 47 anni senza figli il Governo “ritira” il badge, il cartellino che permette a Bianca di vivere e studiare musica, e così facendo le donne spariscono dalla circolazione.
Sattva Films Production and school, presenterà il corto di animazione per ragazzi Mani Rosse, di Francesco Filippi, in cui violenza domestica e un percorso interiore di crescita segneranno il futuro dei protagonisti, Ernesto e Luna.
Infine, Memoria ed emozione nel delicato Gianna, di Giovanna Bo per Achtoons, animazione che inizia il 2 maggio 1944 giorno dell’eccidio del Cornocchio, in cui sotto i bombardamenti degli alleati morirono nel rifugio antiaereo di Parma 61 civili innocenti. La protagonista si rifugerà a Colorno con la famiglia, luogo in cui ha sede un manicomio, e frequenti sono i funerali dei malati non accompagnati da nessuno. Da nessuno fino all’arrivo di Gianna.

Il nuovo bando per il sostegno alle produzioni regionali è annunciato per i primi mesi del 2018.

 

(Foto di copertina: Michele Mellara – Foto interna: la Rocchetta Mattei)

 

 

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